L'amor che move il sole

L'amor che move il sole

Negli anni Novanta la Società Dante Alighieri, in collaborazione con Capitalia e sotto l'Alto patronato del Presidente della Repubblica, produsse una indimenticabile lettura dantesca di Vittorio Gassman dal titolo «L’amor che move il sole e l’altre stelle». Una preziosa testimonianza artistica, con il geniale mattatore nel ruolo di interprete dantesco, alle prese con i versi della Divina Commedia. Il grande attore si dedicò più volte all’interpretazione del capolavoro dell'Alighieri sul volgere della sua lunga carriera. Nel 1993 la Rai mandò in onda, per la regia di Rubino Rubini, una selezione di quaranta canti declamati da Gassman all’interno di diverse location e teatri italiani. Tra questi, piazza Nuova a Bagnacavallo, il teatro Olimpico di Sabbioneta, il Petrella di Longiano, il Comunale di Narni, il Giardino Pensile di Sisto V a Roma, il teatro Mariani di Sant'Agata Feltria, nel Montefeltro di dantesca memoria. Pur nel pieno rispetto del testo e delle sue regole metriche, Gassman si lanciò in un “corpo a corpo” con il poema, dispiegando la propria potente personalità artistica, con forza d’ispirazione e straordinaria sensibilità; durante le performance l'opera letteraria, grazie alla gestualità espressiva e all’intensità recitativa dell’attore, veniva tramutandosi in un vero e proprio scenario teatrale. Nei suoi brevi commenti di presentazione, d’altra parte, Gassman non indugiò mai troppo sul significato letterale delle celebri terzine, ma piuttosto sul senso spirituale, la musicalità e le suggestioni in esse contenuti. In quell’occasione l’artista ebbe a dichiarare: «Il percorso dantesco mi ha coinvolto come non mi sarei aspettato. Ha significato per me una sorta di iniziazione definitiva, compiuta nei panni del poeta e con a fianco Virgilio che altri non è se non la parte apollinea e pacificata di me, un alter ego avvertito e sereno, conscio della chiarezza finale dopo i passaggi duri, le difficoltà, la malattia. […] Tutte le mie scelte trovano così una motivazione. Ammetto, ad esempio, che alcuni filmacci mi hanno dato fama e denaro; ma al tempo stesso mi hanno danneggiato la salute. E trovo perfino difesa contro un epilogo che potrebbe veneficamente attrarmi: il morire per febbre di conoscenza, pazzo di voglia di sapere. Attraverso la poesia controllo proprio questa fascinazione, questo eccesso estremo; attraverso il mio Dante, che è probabilmente diverso da quello di qualsiasi altra persona.»
In questo docu-film Gassman ci consegna più che una mera lettura della Divina Commedia, mescolando alle testimonianze sul proprio lavoro di ricerca i ricordi e le intuizioni personali, nuovamente sollecitato dalla raffinata regia di Rubino Rubini e Giovanni Oppedisano (anche al montaggio), con la fotografia di Massimo Polidori e la consulenza musicale di Pietro Ferri (si ringraziano la Rai - Radiotelevisione italiana e Luciano Lucignani). Produzione Garad.

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