La Società Dante Alighieri realizza nel 2021 anche un progetto sull'eredità linguistica ed espressiva lasciata da Dante al mondo della canzone contemporanea. Da un'idea di Marcello Balestra e Trifone Gargano, “Divina pop” apre una serie di visioni musicali sulla Commedia, opera di grandissima attualità comunicativa e umana che attinge anche alla forza innovatrice del registro popolare, con quella stessa capacità propria del linguaggio "diverso e nuovo" di molti cantanti contemporanei. Svariati, infatti, sono i cantautori di oggi che si sono liberamente ispirati alle terzine del poema dantesco o che letteralmente le hanno citate nelle loro composizioni musicali, espressioni del cosiddetto “dantismo creativo di terzo millennio”. Dalla metafora infernale, applicata ai giorni quotidiani, scelta da Fabrizio De André per la sua “Storia di un impiegato” (1973) alle note vicende di Paolo e Francesca più volte evocate nella canzone italiana (in “Notte prima degli esami” di Antonello Venditti, 1984 o in “Serenata rap” di Jovanotti, 1995, ad esempio), dalla parafrasi dei canti del sole di “Destinazione Paradiso” di Gianluca Grignani (1995) alla Pia de’ Tolomei cantata da Gianna Nannini nella raccolta “Pia come la canto io” (2007). E, ancora, c’è un po’ di Dante in Angelo Branduardi, Francesco de Gregori, Roberto Vecchioni, Francesco Guccini, Ligabue, Vinicio Capossela, Caparezza, Francesco Gabbani, solo per citarne altri. L’anima pop della Divina Commedia, così densa di vita concreta, rivelatrice dei sempiterni pregi e difetti del genere umano, è più che mai generatrice di storie contemporanee. Tutte da ascoltare.

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