La Divina Commedia. Visioni di Ugo Attardi è un progetto editoriale realizzato da Earth of Italy in collaborazione con la Società Dante Alighieri, con il contributo della Regione Lazio, nella ricorrenza del settecentenario della morte del Sommo Poeta.

L'opera si compone di una serie di riproduzioni (gli originali sono litografie e incisioni) tratte da ventiquattro tavole grafiche originali realizzate dal maestro Ugo Attardi tra 2003 e 2004 e ispirate ad alcuni canti della Commedia.

Realizzata in tiratura limitata a quattrocento esemplari, di cui duecentocinquanta contraddistinti da numeri arabi e centocinquanta da numeri romani, l’opera è formata da tavole nel formato di cm 32x34,8 su carta Natural Evolution da gr 280. Ogni tavola reca sul retro il canto di riferimento che ha ispirato l’illustrazione. Le tavole sono contenute in cartelline in cartoncino Natural Evolution gr. 320 con impresso il titolo dell’opera e il logo EoI.

L’opera è corredata da testi scritti: una prefazione a cura di Giulio Ferroni, un testo critico di Silvia Pegoraro, una biografia dell’artista a cura di Gianluca Ciccarelli, e l’indice delle tavole.
Riproduzioni e testi sono contenuti in una scatola artistica rivestita in seta color rosso carminio e con rilegatura semiautomatica, delle dimensioni di cm 36x32,5x3, che reca il logo EoI e il titolo, impressi a caldo in argento. All’interno del cofanetto è presente un certificato di autenticità dell’opera.


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Dal testo critico di Giulio Ferroni “Preghiera contro la violenza del mondo”
«Attardi ha saputo sentire nella poesia di Dante l’aggettare della realtà, il suo effetto fortissimo di presenza, di presa in carico dei volumi e dello spazio. Dante “poeta del mondo terreno”, secondo la luminosa formula di Auerbach; Dante e “la sua poesia di movimento”, secondo la terragna intuizione di Dino Campana; e Dante che di quella realtà così corposa, quasi da vedere e fisicamente toccare, sa sentire la lacerazione, la frantumazione, l’esplosione interna, il groviglio inestricabile, l’urlo inconcepibile, e che insegue poi il suo tendere oltre, ciò che la porta fuori di sé, verso un di più che la sconvolge o che la proietta verso nuove significazioni, nuove impensate modalità dell’essere.»

Dal testo critico di Silvia Pegoraro “Un erede selvaggio di Dante, Virgilio e Omero”
«Per Attardi la mimesi si colloca in un punto difficile, in una postazione ambigua e perennemente incerta, tra somiglianza e differenza. Ciò è evidente nell’accanimento ossessivo, crudelmente realistico e insieme visionario con cui dipinge i suoi soggetti danteschi – scelti soprattutto tra demoni e dannati, naturalmente – come ustionati da un fuoco che scioglie e ricompone, purifica ed esalta, evoca allo stesso tempo la morte e l’eternità, la distruzione della storia e l’eterno ritorno del mito. Attardi rende acuminato il realismo delle forme sino a sbriciolarlo con graffiante voracità segnica.»

Alessandro Masi “Ugo Attardi, lo sguardo verso l’Altrove”
«La Divina Commedia, come pure l’Eneide e l’Odissea, sono stati per Ugo Attardi una fonte viva di ispirazione sia per il confronto con la mitica figura di Enea e di Ulisse, eroe leggendario del poema omerico (al quale ha dedicato la scultura oggi a Battery Park a New York City) sia per le suggestioni che, soprattutto per l’Inferno bene si sono adattate alle sue esigenze espressive.
Quello dantesco è un viaggio tormentato e fantastico attraverso le forme demoniache e stralunate dei personaggi dell’oltretomba che ha significato per l’artista siciliano il voler dare di nuovo forma ad archetipi primari della sua arte. La violenza del gesto, lo scatto felino dei demoni, l’atto sacrilego dell’incesto, la paura e il terrore dei carnefici sono per l’arte di Attardi i punti focali di una grammatica figurale che solo pochi grandi pittori del XX Secolo è toccata la fortuna di avere. [ … ] C’è un che di profondamente lirico nella sua matita e nel suo scalpello che fa dell’artista siciliano un regista del gran teatro della forma lirica, ispirata come un dramma greco, tragica come un’opera dei pupi, definitiva come un atto shakespeariano.»


Estratto dal testo critico del catalogo della mostra La Divina Commedia tra Mito e Poesia. Visioni di Ugo Attardi (Pescara, Maison des Arts - Fondazione Pescarabruzzo, 28 novembre–30 gennaio 2022)


Biografia di Ugo Attardi

Ugo Attardi nasce a Sori, presso Genova, il 12 marzo 1923 da genitori siciliani. Per motivi familiari torna presto sull’isola e trascorre infanzia e adolescenza a Palermo. Nel 1941 si iscrive alla Facoltà di Architettura ma è costretto a interrompere gli studi a causa della guerra e nel 1945, su invito dell’amico Pietro Consagra, si trasferisce a Roma. Inizia la sua attività artistica e insieme a Consagra e altri sette giovani pittori fonda il gruppo “Forma 1”. Partecipa alla V Quadriennale di Roma del ’48 e, a seguire, espone in occasione di importanti mostre in Italia e all’estero, ottenendo i primi riconoscimenti.
Agli anni Cinquanta risalgono le collaborazioni con riviste e quotidiani tra cui «Lavoro», «l’Unità», «Paese Sera» e soprattutto «Città Aperta», giornale di politica e cultura alla cui redazione danno il proprio contributo, tra gli altri, Elio Petri, Renzo Vespignani, Mario Socrate, Carlo Ajmonino.
Tra il 1961 e il 1964 è attivo all’interno del movimento culturale “Il Pro e il Contro”, che riunisce intellettuali e artisti e promuove diverse esposizioni in Europa e in America.
Dal 1967 Attardi affianca la scultura alla produzione pittorica e grafica. Sul finire del decennio pubblica l’album di disegni Questo matto mondo assassino (1968) e inizia il primo dei suoi monumentali gruppi scultorei, L’arrivo di Pizarro. Nel 1970 esce il romanzo autobiografico L´Erede selvaggio con il quale, l’anno seguente, vince il “Premio Viareggio” per la narrativa.
Gli anni Settanta vedono Attardi impegnato in altre due grandi opere plastiche: Cortes e la bellezza dell´Occidente e Il ritorno di Cristobal Colon. Per il quarantennale della Repubblica Italiana (1986) esegue il bassorilievo bronzeo Per la Libertà, destinato alla sede centrale della UIL di Roma. In quello stesso anno partecipa alla XI Quadriennale. Lavora inoltre a Il Vascello della Rivoluzione, complesso monumentale dedicato al bicentenario della Rivoluzione francese, che verrà sistemato presso il Palazzetto dello Sport a Roma.
Nelle Americhe è un altro omaggio internazionale concepito dall’artista nel 1992, questa volta in occasione delle celebrazioni colombiane: l’opera viene installata in Avenida 9 de Julio di Buenos Aires. Nel 1997 e il 1998 è la volta delle due sculture monumentali dell’Ulisse, la prima inaugurata presso il Battery Park a New York e l’altra di fronte a Palazzo Valentini a Roma.
Il Cristo, rara composizione sacra dell’artista, viene da lui donata nel 2002 a papa Giovanni Paolo II, entrando a far parte delle collezioni dei Musei Vaticani, mentre due anni dopo una sua nuova figura ispirata al mito, l’Enea, viene collocata nel porto de La Valletta (Malta).
Nel 2004 e nel 2006 riceve del Presidente della Repubblica Italiana, Carlo Azeglio Ciampi, la Medaglia d’Oro e il titolo di Grande Ufficiale della Repubblica per i meriti artistici.
Ugo Attardi muore a Roma il 20 luglio del 2006. Due giorni dopo la città lo saluta con una cerimonia pubblica che si svolge presso la Protomoteca del Campidoglio, alla presenza di autorità istituzionali, critici, artisti, familiari, amici.

Riferimenti
Progetto di : Società Dante Alighieri e Earth of Italy
Contributo: Regione Lazio
Collaborazioni: Giulio Ferroni, Silvia Pegoraro, Gianluca Ciccarelli