Palestrina
Lo ciel poss’io serrare e diserrare
È poi ridisse: “Tuo cuor non sospetti:
finor t’assolvo, e tu m’insegna fare
sì come Penestrino in terra getti.
Lo ciel poss’io serrare e diserrare,
come tu sai; però son due le chiavi
che ’l mio antecessor non ebbe care”.
(Inferno, XXVII, 100-105)
Guido da Montefeltro parla a Dante del peccato che lo ha portato a dannazione, nonostante il ritiro in convento dopo la violenta vita di “uom d’arme” le cui opere “non furon leonine, ma di volpe”(v. 75). Bonifacio VIII, “principe d’i novi Farisei”, gli ha chiesto il consiglio fraudolento con cui prese Palestrina, dov’erano asserragliati i Colonna con i loro seguaci, tra cui Jacopone da Todi. Da questo peccato il papa lo ha assolto preliminarmente, ritenendosi dotato del potere di chiudere e di aprire sia in terra che in cielo (Matteo, 16 19); un potere sancito dalle due chiavi simboleggianti il papato cui il predecessore di Bonifacio, Celestino V, ha rinunciato: non le ha avute “care”.
Bonifacio volle distrutta Palestrina dopo la sua presa, ma la città fu poi ricostruita dai Colonna. Dislocata su più livelli, dominati dal palazzo Colonna, nella sua piazza della Cortina si trova anche il Museo Nazionale Archeologico Prenestino.
Qui sono raccolte le tracce dell’antica Prenestae: tra le tante sculture c’è anche una grande statua, forse di Iside, “superba” come la madre rimproverante a cui Dante in Purgatorio, XXX, 79 paragona Beatrice che gli è appena apparsa. Gioiello del museo è il grande mosaico del Nilo, del I secolo a.C., già pavimento dell’abside di un’aula del Foro prenestino e ora rappresentazione di una vivace carta del corso del fiume.
Dante chiama in causa il Nilo e i popoli circostanti nel baratro dell’inferno per il colore nero di una delle facce di Lucifero (“la sinistra a vedere era tal, quali/vegnon di là onde ’l Nilo s’avvalla”, Inferno, XXXIV, 44-45). Si cita nella storia dell’aquila romana fatta da Giustiniano nel cielo di Mercurio anche l’intervento di Cesare in Egitto dopo la vittoria di Farsalo nella guerra civile (Paradiso, VI, 64-66) mentre nel contesto purgatoriale, il Nilo viene nominato in una similitudine dedicata all’affrettarsi delle schiere delle anime purganti della cornice dei golosi:
Come li augei che vernan lungo ’l Nilo,
alcuna volta in aere fanno schiera,
poi volan più a fretta e vanno in filo,
così tutta la gente che lì era,
volgendo ’l viso, raffrettò suo passo,
e per magrezza e per voler leggera.
(Purgatorio, XXIV, 64-69)
Nel mosaico compaiono uccelli e un bestiario di animali reali, consueti, esotici, immaginari tra cui sfingi e un onocentauro. Per come il grande pannello è disposto si possono osservare i minuti particolari che proiettano il grande fiume africano verso una sorta di pullulante fantasia.
Albatros
L'Albatros Città di Palestrina è un premio e un festival per la letteratura di viaggio, nato nel 1998, si svolge nel mese di giugno e per dieci giorni, nella cittadina di Palestrina, si svolgono incontri letterari, spettacoli musicali e reading letterari.
