Perugia
…il baiulo seguente
Di quel che fé col baiulo seguente,
Bruto con Cassio nell’Inferno latra,
e Modena e Perugia fu dolente.
(Paradiso, VI, 73-75)
*onde Perugia sente freddo e caldo da Porta Sole; *
(Paradiso, XI, 46-47)
Prima che arrivi la menzione di Perugia e di Porta Sole nella perifrasi su san Francesco, un rapido cenno a essa viene fatto entro la storia dell’aquila imperiale dall’imperatore Giustiniano nel cielo di Mercurio: l’assedio e il saccheggio di Perugia da parte di Ottaviano (baiulo seguente dell’aquila, cioè suo portatore dopo Giulio Cesare) contro Lucio Antonio, fratello di Marco Antonio, e contro la moglie di questi, Fulvia.
Perugia è ricordata nel De vulgari eloquentia, I xiii 3, insieme a Orvieto, Viterbo e Civita Castellana, per la somiglianza del loro linguaggio a quello dei romani e degli spoletini. Da Porta Sole, esposta al Subasio, “Perugia sente freddo e caldo” sul punto più alto della città.
La chiesa cinquecentesca della Compagnia della Morte si contrappone allo scuro andito della Porta detta Arco dei Gigli (dallo stemma con i gigli dei Farnese) dove è posta l’epigrafe con i versi di Dante, dirimpetto alla chiesa di San Severo, con un affresco del giovane Raffaello.
La Trinità (è sparito il Padre, perduta la parte in alto) con quattro angeli volanti e sei santi monaci seduti sulle nuvole ai due lati del Figlio, sul cui capo vigila ferma la colomba dello Spirito Santo, è di mano di Raffaello giovane (data segnata 1505), mentre in basso stanno in piedi altri sei santi diversi, questi compiuti dal vecchio Perugino, quando il suo allievo Raffaello era già morto (intorno al 1521).
Un pò di febbre
Sandro Penna nacque il 12 giugno 1906 a Perugia, in via Mattioli 7 (l’attuale numero 17), dal commerciante perugino Armando Penna e da Angela Antonione Satta.
Mio padre aveva un negozio di varie cose, una specie di bazar, proprio ad un angolo del “corso”. Io stavo lì dentro molto spesso, curioso dei clienti ma pronto a ricacciarmi nella lettura di Rimbaud dopo aver spinto qualcuno all’acquisto di tre saponette a lire cinque piuttosto di una a lire due. In questo negozio passavano le persone importanti della città e di maggior orgoglio, quelle che a Perugia sostavano in tutta fretta così scriveva nel libro di prose “Un po’ di febbre”(1973).
