Quale ne l'arzanà de' Viniziani bolle l'inverno la tenace pece

In una similitudine utile a descrivere la bolgia dei barattieri Dante paragona la pece che bolle sul fondo della bolgia a quella che d'inverno bolle nell'Arsenale di Venezia, quando le maestranze sono impegnate nella costruzione o nella riparazione delle navi:
Quale ne l'arzanà de' Viniziani
bolle l'inverno la tenace pece
a rimpalmare i legni lor non sani,
ché navicar non ponno - in quella vece
chi fa suo legno novo e chi ristoppa
le coste a quel che più viaggi fece;
chi ribatte da proda e chi da poppa;
altri fa remi e altri volge sarte;
chi terzeruolo e artimon rintoppa -:
tal, non per foco ma per divin'arte,
bollia là giuso una pegola spessa,
che 'nviscava la ripa d'ogne parte.

(Inferno, Canto XXI, 7-18)

La città è menzionata nuovamente nel Paradiso, nel Canto IX per individuare un determinato contesto geografico, ovvero il territorio tra Venezia (indicata con una metonimia attraverso Rialto - sull'isola di Rivoalto il primo insediamento della città) e i monti del Trentino e del Cadore dove nascono i fiumi Brenta e Piave

In quella parte de la terra prava
italica che siede tra Rialto
e le fontane di Brenta e di Piava

(25-27)

Infine nel XIX Canto del Paradiso nomina il "conio" di Venezia, ossia la moneta matapan d'argento, nell'invettiva contro i principi contemporanei (come Stefano Urosio II, re di Rascia, la regione corrispondente a quella che è stata la Jugoslavia) che aveva alterato la lega di una moneta per renderla somigliante a quella veneziana e farle assumere lo stesso valore)

[...] e quel di Rascia
che male ha visto il conio di Vinigia

(140-141)

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Leggere di Venezia

La storia dell'editoria e della Commedia dell'Arte

Venezia è stata un centro editoriale d'eccellenza grazie alla qualità delle sue tipografie in epoca rinascimentale. Aldo Manuzio, primo editore moderno e inventore del libro tascabile per come lo conosciamo - incluse la numerazione delle pagine e l'organizzazione in cataloghi - era veneziano. Intorno all’umanista gravitarono figure di grandi intellettuali come Pietro Bembo, di cui Manuzio pubblicò i celeberrimi Asolani, ed Erasmo da Rotterdam.

Venezia è sinonimo di maschera. Nella cultura veneziana, accanto alle maschere tradizionali dei travestimenti, troviamo anche le maschere della Commedia dell’Arte rese celebri dalle commedie del veneziano Carlo Goldoni, tra cui Pantalone, Pulcinella, Arlecchino, Colombina, Brighella. Nella riforma del teatro operata da Goldoni e nel tentativo di portare il copione dalla scena alla stampa, la lingua italiana subisce una revisione sia per conferirgli una dignità letteraria e renderlo comprensibile a un pubblico più vasto, sia per eliminare via via le maschere legate ai vari stereotipi dialettali, toscanizzando alcune parti

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