Le origini

La nostra
storia

Fondata nel 1889 da un gruppo di intellettuali guidati da Giosue Carducci ed eretta in Ente Morale con R. Decreto del 18 luglio 1893, n. 347, ha lo scopo di «tutelare e diffondere la lingua e la cultura italiane nel mondo, ravvivando i legami spirituali dei connazionali all’estero con la madre patria e alimentando tra gli stranieri l’amore e il culto per la civiltà italiana».

1889

1889

Giosuè Carducci e un gruppo di intellettuali fondano la Società Dante Alighieri. Nei primi anni e sino al 1895 il presidente è Ruggiero Bonghi, ma è con la presidenza Villari (1896-1903) che viene emanato il primo statuto dove si specifica che l’ente “si propone di tutelare e diffondere la lingua e la cultura italiana fuori del Regno”. Il pensiero è per gli italiani delle terre irredente ma anche, nel pieno della grande emigrazione italiana, al bisogno di mantenere i legami tra i migranti e la madre patria. Nel primo congresso del 1890 ci sono 23 Comitati, tutti italiani. Un anno dopo apre anche quello di Salonicco. La Dante è riconosciuta Ente morale con un Regio Decreto nel 1893.
1889

1889

Giosuè Carducci e un gruppo di intellettuali fondano la Società Dante Alighieri. Nei primi anni e sino al 1895 il presidente è Ruggiero Bonghi, ma è con la presidenza Villari (1896-1903) che viene emanato il primo statuto dove si specifica che l’ente “si propone di tutelare e diffondere la lingua e la cultura italiana fuori del Regno”. Il pensiero è per gli italiani delle terre irredente ma anche, nel pieno della grande emigrazione italiana, al bisogno di mantenere i legami tra i migranti e la madre patria. Nel primo congresso del 1890 ci sono 23 Comitati, tutti italiani. Un anno dopo apre anche quello di Salonicco. La Dante è riconosciuta Ente morale con un Regio Decreto nel 1893.
1893-1903

1893-1903

Pasquale Villari punta l’attenzione sui viaggi di emigrazione e intervenendo nel congresso Dante di Verona (1901) rivolge parole di grande considerazione al sacrificio degli operai italiani emigrati e “intenti a creare un’Italia nuova al di fuori dei nostri confini”. I rischi affrontati da intere famiglie durante la navigazione verso le Americhe spingono il governo ad approvare nel 1901 la legge nazionale 23, che istituisce il Commissariato Generale per l’Emigrazione con appositi Commissariati presso i porti di partenza di Genova, Napoli e Palermo per vigilare sul rispetto delle condizioni sanitarie e dell’imbarco.
1893-1903

1893-1903

Pasquale Villari punta l’attenzione sui viaggi di emigrazione e intervenendo nel congresso Dante di Verona (1901) rivolge parole di grande considerazione al sacrificio degli operai italiani emigrati e “intenti a creare un’Italia nuova al di fuori dei nostri confini”. I rischi affrontati da intere famiglie durante la navigazione verso le Americhe spingono il governo ad approvare nel 1901 la legge nazionale 23, che istituisce il Commissariato Generale per l’Emigrazione con appositi Commissariati presso i porti di partenza di Genova, Napoli e Palermo per vigilare sul rispetto delle condizioni sanitarie e dell’imbarco.
1903-1907

1903-1907

Nel 1903 a Villari succede il giurista e uomo politico Luigi Rava. Il Consiglio centrale istituisce la Commissione dei libri e prende il via una delle attività più significative della vita della Dante: l’apertura di biblioteche circolanti, popolari e scolastiche che permettono agli italiani all’estero e nelle terre irredente di continuare a leggere in lingua italiana. Sulle navi degli emigranti sono istituite bibliotechine di bordo, utili ai maestri imbarcati per insegnare la scrittura e la lettura agli analfabeti. Con il congresso di Cagliari e Sassari del 1907 cambia anche l’articolo 1 dello statuto e si aggiunge alla parola ‘Società’ l’aggettivo ‘nazionale’.
1903-1907

1903-1907

Nel 1903 a Villari succede il giurista e uomo politico Luigi Rava. Il Consiglio centrale istituisce la Commissione dei libri e prende il via una delle attività più significative della vita della Dante: l’apertura di biblioteche circolanti, popolari e scolastiche che permettono agli italiani all’estero e nelle terre irredente di continuare a leggere in lingua italiana. Sulle navi degli emigranti sono istituite bibliotechine di bordo, utili ai maestri imbarcati per insegnare la scrittura e la lettura agli analfabeti. Con il congresso di Cagliari e Sassari del 1907 cambia anche l’articolo 1 dello statuto e si aggiunge alla parola ‘Società’ l’aggettivo ‘nazionale’.
1907-1914

1907-1914

Paolo Boselli è il nuovo Presidente della Dante tra 1907 e 1932, quando nascono nuovi Comitati a Tunisi, Zurigo, Costantinopoli, Melbourne, Buenos Aires, Porto Alegre, Belgrado, Patrasso, Riva San Vitale nel Canton Ticino e a Barcellona, nonché due rappresentanze a Lipsia e Monaco. Nel 1910 viene fondato il Comitato di Rosario e la Dante, come altre associazioni nazionali, stampa e diffonde manuali che raccolgono norme legali e di comportamento per gli emigranti, con piccoli vocabolari d’uso quotidiano. Nel 1909 inizia il lungo cammino che porterà alla costruzione dell’asilo di Oltrisarco a Bolzano, una delle sedi più antiche della Dante per l’educazione dei fanciulli.
1907-1914

1907-1914

Paolo Boselli è il nuovo Presidente della Dante tra 1907 e 1932, quando nascono nuovi Comitati a Tunisi, Zurigo, Costantinopoli, Melbourne, Buenos Aires, Porto Alegre, Belgrado, Patrasso, Riva San Vitale nel Canton Ticino e a Barcellona, nonché due rappresentanze a Lipsia e Monaco. Nel 1910 viene fondato il Comitato di Rosario e la Dante, come altre associazioni nazionali, stampa e diffonde manuali che raccolgono norme legali e di comportamento per gli emigranti, con piccoli vocabolari d’uso quotidiano. Nel 1909 inizia il lungo cammino che porterà alla costruzione dell’asilo di Oltrisarco a Bolzano, una delle sedi più antiche della Dante per l’educazione dei fanciulli.
1915-1920

1915-1920

Aderendo al Commissariato generale per l’assistenza civile e la propaganda interna presieduto da Ubaldo Comandini, la Dante sostiene la partecipazione dell’Italia alla guerra come parte dell’Intesa. La crisi del governo Salandra dopo l’offensiva austriaca (la Strafexpedition) del 1916 porta Boselli a diventare Presidente del Consiglio dei Ministri, un ruolo che manterrà sin dopo Caporetto (1917). A sostituirlo sarà Vittorio Emanuele Orlando, il ‘presidente della vittoria’ e anche della Dante nel secondo dopoguerra. Il 15-17 settembre 1920 il congresso Dante di Trieste cambia ancora lo statuto che ora all’art. 1 recita: “La Società Nazionale Dante Alighieri si propone di tutelare e diffondere la lingua e la cultura italiana fuori del Regno”.
1915-1920

1915-1920

Aderendo al Commissariato generale per l’assistenza civile e la propaganda interna presieduto da Ubaldo Comandini, la Dante sostiene la partecipazione dell’Italia alla guerra come parte dell’Intesa. La crisi del governo Salandra dopo l’offensiva austriaca (la Strafexpedition) del 1916 porta Boselli a diventare Presidente del Consiglio dei Ministri, un ruolo che manterrà sin dopo Caporetto (1917). A sostituirlo sarà Vittorio Emanuele Orlando, il ‘presidente della vittoria’ e anche della Dante nel secondo dopoguerra. Il 15-17 settembre 1920 il congresso Dante di Trieste cambia ancora lo statuto che ora all’art. 1 recita: “La Società Nazionale Dante Alighieri si propone di tutelare e diffondere la lingua e la cultura italiana fuori del Regno”.
1920-1921

1920-1921

Si prepara il XXVI congresso di Trento e il Consiglio Centrale pubblica i principali dati statistici sulla composizione della Società: 200 Comitati sono in Italia e nelle colonie, 93 all’estero. Tra i primi ce ne sono molti sono nuovi o ricostituiti dopo la crisi bellica. Molto rappresentativi quelli fondati o rifondati all’estero, tra Europa, Asia e Stati Uniti. I soci sono più di 70.000 e 5.000 di loro sono soci perpetui. Il Comitato di Trieste ne iscrive 140 in memoriam: tutti concittadini caduti durante la guerra. Nel 1921 si celebra il VI centenario della morte di Dante Alighieri.
1920-1921

1920-1921

Si prepara il XXVI congresso di Trento e il Consiglio Centrale pubblica i principali dati statistici sulla composizione della Società: 200 Comitati sono in Italia e nelle colonie, 93 all’estero. Tra i primi ce ne sono molti sono nuovi o ricostituiti dopo la crisi bellica. Molto rappresentativi quelli fondati o rifondati all’estero, tra Europa, Asia e Stati Uniti. I soci sono più di 70.000 e 5.000 di loro sono soci perpetui. Il Comitato di Trieste ne iscrive 140 in memoriam: tutti concittadini caduti durante la guerra. Nel 1921 si celebra il VI centenario della morte di Dante Alighieri.
1922-1933

1922-1933

Dopo la marcia su Roma, Mussolini costituisce il suo primo governo e risponde “con grato animo” al voto augurale del Consiglio centrale della Dante. Fra i ministri si trovano il Vicepresidente della Dante amm. Thaon di Revel (Marina) e il Consigliere centrale Luigi Federzoni (Colonie). L’avvicinamento della Dante al fascismo inizia con la visita di Mussolini alla sede della Società nel 1924 e con il Regio Decreto che nel 1926 le assegna Palazzo Firenze. Il primo presidente non eletto dagli organi statutari, ma dal governo, è Giovanni Celesia di Vegliasco (1932-1933). Nel 1933 diventa Commissario straordinario della Dante il deputato del PNF Felice Felicioni.
1922-1933

1922-1933

Dopo la marcia su Roma, Mussolini costituisce il suo primo governo e risponde “con grato animo” al voto augurale del Consiglio centrale della Dante. Fra i ministri si trovano il Vicepresidente della Dante amm. Thaon di Revel (Marina) e il Consigliere centrale Luigi Federzoni (Colonie). L’avvicinamento della Dante al fascismo inizia con la visita di Mussolini alla sede della Società nel 1924 e con il Regio Decreto che nel 1926 le assegna Palazzo Firenze. Il primo presidente non eletto dagli organi statutari, ma dal governo, è Giovanni Celesia di Vegliasco (1932-1933). Nel 1933 diventa Commissario straordinario della Dante il deputato del PNF Felice Felicioni.
1934-1943

1934-1943

Piero Parini, Direttore generale degli italiani all’estero al Ministero degli Esteri, esprime in una lettera a Felicioni la convinzione “che il compito della Dante sia superato in molti dei paesi esteri e forse in tutti”. È il 19 maggio 1937. L’intento che trapela dallo scambio è attribuire tale compito “direttamente agli organi dello Stato”. Pur nel contesto generale della fascistizzazione del mondo della cultura e delle sue istituzioni, il progetto non giunge a compimento anche per la resistenza di molti Comitati esteri. Nel 1938 l’infamia delle leggi razziali entra anche a Palazzo Firenze. I soci e i collaboratori ebrei sono espulsi con l’invio di una nota riservata ai presidenti dei Comitati.
1934-1943

1934-1943

Piero Parini, Direttore generale degli italiani all’estero al Ministero degli Esteri, esprime in una lettera a Felicioni la convinzione “che il compito della Dante sia superato in molti dei paesi esteri e forse in tutti”. È il 19 maggio 1937. L’intento che trapela dallo scambio è attribuire tale compito “direttamente agli organi dello Stato”. Pur nel contesto generale della fascistizzazione del mondo della cultura e delle sue istituzioni, il progetto non giunge a compimento anche per la resistenza di molti Comitati esteri. Nel 1938 l’infamia delle leggi razziali entra anche a Palazzo Firenze. I soci e i collaboratori ebrei sono espulsi con l’invio di una nota riservata ai presidenti dei Comitati.
1944-1947

1944-1947

Nel 1944, anno della liberazione di Roma, esce un manifesto del gruppo giovanile della Dante. È un segnale di rinascita dopo la grande tragedia. Nel 1945 ecco un ulteriore statuto più democratico che indica come “La Società Dante Alighieri, fondata nel 1889, ha lo scopo di tutelare e diffondere la lingua e la cultura italiana nel mondo, indipendentemente da ogni particolare politica, razza, nazionalità, confessione o ideologia. Essa è la libera associazione di coloro i quali nel mondo sono uniti dall’amore per la lingua italiana, che è legata all’umanesimo culturale e al linguaggio universale della musica, ispirandosi moralmente all’alto modello del carattere dantesco”. Riprende vigore la riorganizzazione dei Comitati negli Stati Uniti, nel periodo del celebre viaggio di De Gasperi del 1947.
1944-1947

1944-1947

Nel 1944, anno della liberazione di Roma, esce un manifesto del gruppo giovanile della Dante. È un segnale di rinascita dopo la grande tragedia. Nel 1945 ecco un ulteriore statuto più democratico che indica come “La Società Dante Alighieri, fondata nel 1889, ha lo scopo di tutelare e diffondere la lingua e la cultura italiana nel mondo, indipendentemente da ogni particolare politica, razza, nazionalità, confessione o ideologia. Essa è la libera associazione di coloro i quali nel mondo sono uniti dall’amore per la lingua italiana, che è legata all’umanesimo culturale e al linguaggio universale della musica, ispirandosi moralmente all’alto modello del carattere dantesco”. Riprende vigore la riorganizzazione dei Comitati negli Stati Uniti, nel periodo del celebre viaggio di De Gasperi del 1947.
1948-1949

1948-1949

Nel 1949 un decreto del Presidente della Repubblica approva il primo statuto Dante dell’era repubblicana. La citazione della “Dante Alighieri” tra virgolette conferma la consolidata notorietà dell’istituzione e inizia ad emergere, accanto agli italiani oramai emigrati da tempo, anche un interesse verso l’Italia da parte di stranieri potenzialmente attratti o interessati alla sua lingua e cultura. “Lo scopo della Società”, secondo il testo, è quello di operare “ravvivando i legami spirituali dei connazionali all’estero con la madre patria e alimentando tra gli stranieri l’amore e il culto per la cultura italiana”.
1948-1949

1948-1949

Nel 1949 un decreto del Presidente della Repubblica approva il primo statuto Dante dell’era repubblicana. La citazione della “Dante Alighieri” tra virgolette conferma la consolidata notorietà dell’istituzione e inizia ad emergere, accanto agli italiani oramai emigrati da tempo, anche un interesse verso l’Italia da parte di stranieri potenzialmente attratti o interessati alla sua lingua e cultura. “Lo scopo della Società”, secondo il testo, è quello di operare “ravvivando i legami spirituali dei connazionali all’estero con la madre patria e alimentando tra gli stranieri l’amore e il culto per la cultura italiana”.
1950-1960

1950-1960

Dopo la ricostruzione e il boom economico, la Dante prosegue nelle scuole l’impegno per la lingua italiana e pubblica riviste, tra cui Il Veltro, con storiche edizioni della Divina Commedia con dantisti quali Natalino Sapegno e Giorgio Petrocchi. La forma dello statuto è confermata nel 1960, con modifiche minime, e l’Italia affronta un grande processo di alfabetizzazione che si sviluppa anche grazie alla TV. Da qui in avanti, sarà sempre un importante strumento per l’italofonia. Sono attivi diversi Comitati al confine dell’Italia, interessati ai processi di tutela delle lingue minoritarie e locali.
1950-1960

1950-1960

Dopo la ricostruzione e il boom economico, la Dante prosegue nelle scuole l’impegno per la lingua italiana e pubblica riviste, tra cui Il Veltro, con storiche edizioni della Divina Commedia con dantisti quali Natalino Sapegno e Giorgio Petrocchi. La forma dello statuto è confermata nel 1960, con modifiche minime, e l’Italia affronta un grande processo di alfabetizzazione che si sviluppa anche grazie alla TV. Da qui in avanti, sarà sempre un importante strumento per l’italofonia. Sono attivi diversi Comitati al confine dell’Italia, interessati ai processi di tutela delle lingue minoritarie e locali.
1961-2005

1961-2005

La legge 411 del 1985 stabilisce un finanziamento statale che riconosce alla Società Dante Alighieri la sua funzione di interesse pubblico. Otto anni dopo arriva il primo accordo quadro con il Ministero degli Esteri e nel 1999 nasce il Progetto Lingua Italiana Dante Alighieri con la certificazione PLIDA. Presidente della Dante, nel ventennio tra il 1994 e il 2014, è l’amb. Bruno Bottai. Nel 2003 la Società Dante Alighieri (in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Fiorentino, Firenze Musei e l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze) realizza alla Galleria degli Uffizi la prima grande mostra sulla storia della lingua italiana: “Dove il sì suona. Gli Italiani e la loro lingua”. Il primo giugno 2005 la Dante riceve il Premio Principe delle Asturie per “l’apporto dato allo scopo comune di preservare e diffondere il patrimonio culturale europeo mediante l’insegnamento, a milioni di persone in tutti i continenti, delle rispettive lingue nazionali, così come delle tradizioni letterarie ed artistiche e dei valori etici e umanistici su cui si fonda la civiltà occidentale”.
1961-2005

1961-2005

La legge 411 del 1985 stabilisce un finanziamento statale che riconosce alla Società Dante Alighieri la sua funzione di interesse pubblico. Otto anni dopo arriva il primo accordo quadro con il Ministero degli Esteri e nel 1999 nasce il Progetto Lingua Italiana Dante Alighieri con la certificazione PLIDA. Presidente della Dante, nel ventennio tra il 1994 e il 2014, è l’amb. Bruno Bottai. Nel 2003 la Società Dante Alighieri (in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Fiorentino, Firenze Musei e l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze) realizza alla Galleria degli Uffizi la prima grande mostra sulla storia della lingua italiana: “Dove il sì suona. Gli Italiani e la loro lingua”. Il primo giugno 2005 la Dante riceve il Premio Principe delle Asturie per “l’apporto dato allo scopo comune di preservare e diffondere il patrimonio culturale europeo mediante l’insegnamento, a milioni di persone in tutti i continenti, delle rispettive lingue nazionali, così come delle tradizioni letterarie ed artistiche e dei valori etici e umanistici su cui si fonda la civiltà occidentale”.
2006-2014

2006-2014

Nel 2007, tra le iniziative della Dante Alighieri portate avanti insieme al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali appaiono particolarmente significative quelle tese ad avvicinare, già nei paesi di origine, i futuri abitanti del nostro Paese. Il 16 luglio 2007 di quello stesso anno la Società Dante Alighieri riceve anche il Diploma di I Classe con Medaglia d’Oro per i Benemeriti della Cultura e dell’Arte per i particolari servizi resi in favore della cultura italiana. Procedono i lavori che approderanno nel 2010 alla certificazione linguistica obbligatoria per l’ottenimento del permesso di soggiorno CE (DM 4 giugno 2010 e DPR 179/11). Il Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue – QCER diventa una sigla comunemente nota. Nel 2012, con le Università Roma Tre, Università per Stranieri di Siena e Università per Stranieri di Perugia, la Dante fonda l’associazione CLIQ – Certificazione Lingua Italiana di Qualità (convenzione con il Ministero degli Affari Esteri).
2006-2014

2006-2014

Nel 2007, tra le iniziative della Dante Alighieri portate avanti insieme al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali appaiono particolarmente significative quelle tese ad avvicinare, già nei paesi di origine, i futuri abitanti del nostro Paese. Il 16 luglio 2007 di quello stesso anno la Società Dante Alighieri riceve anche il Diploma di I Classe con Medaglia d’Oro per i Benemeriti della Cultura e dell’Arte per i particolari servizi resi in favore della cultura italiana. Procedono i lavori che approderanno nel 2010 alla certificazione linguistica obbligatoria per l’ottenimento del permesso di soggiorno CE (DM 4 giugno 2010 e DPR 179/11). Il Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue – QCER diventa una sigla comunemente nota. Nel 2012, con le Università Roma Tre, Università per Stranieri di Siena e Università per Stranieri di Perugia, la Dante fonda l’associazione CLIQ – Certificazione Lingua Italiana di Qualità (convenzione con il Ministero degli Affari Esteri).
2015-2021

2015-2021

Dal 2015 il presidente della Società Dante Alighieri è Andrea Riccardi. Con un provvedimento del 2018, revoca il provvedimento di espulsione dei soci e collaboratori ebrei risalente alle leggi razziali del 1938. Prende il via una nuova fase di estroversione italiana (Italsimpatia), a sostegno della filiera culturale e per il sistema-Paese, viene inaugurata la Scuola italiana a Tirana e l’ingresso nel Liceo Italo Calvino di Mosca. Per la prima volta nella storia della Società, il congresso numero 83 (Italia, Argentina, mondo: l’italiano ci unisce) è realizzato fuori dall’Europa. Si dimostra la sorprendente capacità federativa dell’italiano oltre oceano. Nel 2016 si avvia a Palazzo Firenze un tavolo tecnico concertato con il MAECI, il MIBACT e la Rai che porterà alla nascita di un piano di promozione integrato denominato #Vivereall’Italiana. Nel VII centenario della morte del Sommo Poeta, la Società avvia una grande trasformazione digitale con la piattaforma Dante.global, un “monumento a Dante”, che punta ad essere un’opportunità di rilancio per l’intero sistema-Paese.
2015-2021

2015-2021

Dal 2015 il presidente della Società Dante Alighieri è Andrea Riccardi. Con un provvedimento del 2018, revoca il provvedimento di espulsione dei soci e collaboratori ebrei risalente alle leggi razziali del 1938. Prende il via una nuova fase di estroversione italiana (Italsimpatia), a sostegno della filiera culturale e per il sistema-Paese, viene inaugurata la Scuola italiana a Tirana e l’ingresso nel Liceo Italo Calvino di Mosca. Per la prima volta nella storia della Società, il congresso numero 83 (Italia, Argentina, mondo: l’italiano ci unisce) è realizzato fuori dall’Europa. Si dimostra la sorprendente capacità federativa dell’italiano oltre oceano. Nel 2016 si avvia a Palazzo Firenze un tavolo tecnico concertato con il MAECI, il MIBACT e la Rai che porterà alla nascita di un piano di promozione integrato denominato #Vivereall’Italiana. Nel VII centenario della morte del Sommo Poeta, la Società avvia una grande trasformazione digitale con la piattaforma Dante.global, un “monumento a Dante”, che punta ad essere un’opportunità di rilancio per l’intero sistema-Paese.
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